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L’antica famiglia Jarach, una storia ebraica, una storia italiana

Mario Camerini e il suo capolavoro creato per la famiglia Jarach. Nota di redazione… quello che vedete è stato completamente rivisto con l’inserimento di altri rami della famiglia.

Questa storia è il frutto di un grande lavoro “su misura”, destinato a creare un format Librificio che mi auguro sarà adottato da tanti. Tutto è partito dall’amico Mario Camerini
(www.mariocamerini.it). Un genio delle illustrazioni a cui chiesi molti mesi fa di cimentarsi con l’albero genealogico della mia famiglia che affonda le radici nel XV secolo, con la cacciata degli ebrei dalla Spagna.
Mario a sua volta è un preciso (lui dice tignoso) e ha trovato un grandioso ricercatore di genealogie ebraiche italiane in Luca Ascoli. Luca a titolo assolutamente gratuito ha compiuto una vasta ricerca documentale arrivando al XVI secolo in Piemonte, e poi una cosa tira l’altra.

Le leggi razziali del 1938 causarono una diaspora degli Jarach verso Israele e il Sud America con due rami famigliari che hanno dati grandi frutti.
Ne è nato dunque un libro, di cui qui sotto pubblico l’introduzione dell’editore, una illustrazione di formato gigante 100×70 cm con l’albero genealogico artisticamente illustrato da Camerini e una sezione digitale in continua evoluzione all’indirizzo famigliajarach.librificio.com

Milano, 1942 Guido Jarach e Fernanda Schapira si sposano nella Sinagoga di via Guastalla. L’anno successivo in settembre riuscirono a rifugiarsi in Svizzera inseguiti dai militi fascisti sfuggendo così alla deportazione degli ebrei milanesi iniziata nel dicembre del 43. Con loro il piccolo Giancarlo, nato il 1 aprile del 1943.

In questa sezione nei prossimi giorni caricheremo tutte le foto e tutte le storie che non potevano essere contenute dal libro. E pubblicheremo nei prossimi anni anche la attualità fotografica della famiglia con eventi (matrimoni, figli, lauree), testimonianze e scritti. Il mio intuito editoriale mi dice che possa essere un format di successo.
Ovviamente l’albero genealogico non potrà sempre essere parte del format, ma il libro in più lingue, (anche in versione ebook che può essere scaricato in tutto il mondo), e il prolungamento digitale che consentirà di aggiornare sempre il libro, penso potranno essere molto graditi.
Anzi se vi ho suscitato curiosità vi invito fin da ora a scrivermi andrea.jarach@gmail.com per trasformare il vostro sogno in un progetto concreto a costi accettabili.

Il libro è presente nella sezione e-shop di Librificio

Prefazione

Una ketuba (contratto matrimoniale) piemontese del 700. Una delle migliaia di documenti consultati da Luca Ascoli per la sua ricerca sulla famiglia Jarach. Qui il nome Jarach compare nella terza riga.

I primi documenti attestanti l’esistenza di una famiglia Jarach in Italia, risalgono al sedicesimo secolo. Tutto fa presumere che il nome derivi dalla cittadina provenzale di Lunel. Jarach infatti in lingua ebraica significa Luna (Jareach). Per un paio di secoli i destini della famiglia si legarono alle terre piemontesi, il cui rapporto con gli ebrei fu decisamente improntato ad una utile convivenza, anche se marchiata dai segni distintivi e dai ghetti. Piccole comunità ebraiche composte da poche famiglie abitavano nel contado. A metà dell’800 anche gli Jarach beneficiarono della nuova Costituzione che Carlo Alberto di Savoia promulgò nel 1848, consentendo agli ebrei del Piemonte di espandere la loro attività a tutti i settori economici.

Uno di loro, Moisè si traferì da Torino a Milano più avanti nel secolo, mentre prendeva forma la nuova Italia unita sotto la bandiera dei Savoia. Alcuni tra i figli di Moise Jarach lasciarono il segno nella loro epoca, tra essi Emilio, banchiere, e Federico, mio nonno, detto Il Comandante, che combattè nella guerra italo turca del 1911. Nel 1916 Cesare Jarach, economista di Torino, perse la vita sul fronte del Carso. E altri 7 Jarach combatterono come ufficiali o sottufficiali nelle varie armi.

Arona. Luciano Visconti il 15 settembre 1943 rischiò la propria vita e quella della sua famiglia per portare in salvo dalle SS naziste Federico e altri 10 membri della famiglia Jarach. Su una barca a remi. Per lui è stato richiesto il riconoscimento di Giusto allo Yad Vashem di Gerusalemme.

La storia subì un’improvvisa svolta negli anni delle Leggi Razziali fasciste. Che fecero da base per le persecuzioni nazifasciste. Ad Auschwitz perirono 8 membri della famiglia Jarach di diverse città italiane (Angelina, Anna, Anna, Augusta, Giulia, Giuseppe, Marco e Mario Giacobbe). Al termine della guerra la famiglia si trovò divisa in più rami. Quelli più vicini a me sono a Milano, dove oggi ancora prospera, e in Israele, dove Renato, figlio di Federico, era emigrato alla proclamazione delle leggi antisemite.

Oggi si contano numerose famiglie Jarach anche in altri luoghi d’Italia e del mondo. Alcune ben radicate nelle loro città fin dal XVII secolo, come a Torino, Padova e Venezia.
Al termine di questo lavoro di ricerca (condotto da Luca Ascoli che qui ringrazio ancora), abbiamo riallacciato legami con Jarach di tutto il mondo grazie ad un accorto utilizzo dei social network.

Ringrazio Mario Camerini che, con la pazienza dei grandi artisti, ha realizzato una illustrazione dell’albero genealogico della famiglia degna di comparire nei grandi musei. Nell’insieme abbiamo dato vita a un nuovo format multimediale lavorando con passione alla ricostruzione di questa storia ancora, fortunatamente, in divenire.

Andrea Jarach, editore, Milano, Aprile 2021

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